Ciucciami il Cardano

CLOROCONIGLI COMICS

⊆ 2 Settembre 2008 - Autore: Hannus | ˜ Rispondi!

Per chi a Senigallia c’era, ma anche per chi non c’era.

Per chi ha preso parte alla “festa privata” dell’Umberto e ha fatto parte della squadra degli Scoiattoli.

Per Russo (quello che porta er tassì) e per Limonico sbrandatore, trattorista notturno e spillatore abusivo di pinte.

Per chi faceva tanta pupù e veniva incoronato “telefonista dell’estate”.

Per le nane paccare e per chi poteva anche morire in pace, facendo parte della categoria “B.M.I.”.

Per i bancali di lavandini, per le celle frigorifero in stile obitorio, per le melanzane al cloro, per i bottiglioni di vino che pareva dialisi, per le mattonelle di lasagne e, soprattutto, per loro…

… i famigerati conigli dalle quattordici teste.

Grazie alla matita di Vispa, ecco il resoconto…

Dopo un lungo viaggio autostradale, la tanto attesa uscita SENIGALLIA. Pochi km e l’arrivo alla frazione Vallone, feudo dell’Umberto.

La cui dimora svetta in cima a una collina.

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[URL=http://g.imageshack.us/g.php?h=395&i=lacollinaldh3.jpg][IMG]http://img395.imageshack.us/img395/8480/lacollinaldh3.bc15c0c440.jpg[/IMG][/URL]

Affamati e pronti a sbranare qualsiasi cosa, sgraniamo gli occhi quando l’Umberto ci chiede se ci piacciano lasagne e coniglio al forno (avanzi del pranzo di ferragosto).

Peccato però che si debba attendere il giorno successivo, dato che lì per lì, inspiegabilmente, pare non sia possibile riscaldare il cibo. Ok, ripieghiamo su una piadina e attendiamo fiduciosi il giorno successivo, quando finalmente sul tavolo dell’AGRITURIST VILLA BENEDETTA - FESTA PRIVATA compaiono mattonelle di lasagne farcite di coniglio, teglie di conigli multicefali e bottiglioni di dialisi.

[URL=http://imageshack.us][IMG]http://img263.imageshack.us/img263/9066/lasagnelfk6.jpg[/IMG][/URL]
E’ allora che l’Umberto ci rivela il suo segreto: annaffiando gli alberi col cloro della piscina, miracolosamente è riuscito a selezionare una razza geneticamente modificata: il cloroconiglio dalle 14 teste, in grado di germogliare spontaneamente dagli alberi.

[URL=http://imageshack.us][IMG]http://img395.imageshack.us/img395/5054/alberollu5.jpg[/IMG][/URL]

Commosso dal racconto e provato dai ripetuti bis di primo e secondo, Phantom posa una mano sul ventre ed annuncia di dover “risolvere alcuni problemi di logistica interna”.

[URL=http://imageshack.us][IMG]http://img247.imageshack.us/img247/8242/fantomlgd4.jpg[/IMG][/URL]

(to be continued)


Si torna a navigare…

⊆ 1 Settembre 2008 - Autore: Phantom | ˜ Rispondi!

 

Diario del Capitano, baia di Sixt St. John’s, 1 settembre 2008.

Eudora Wanda è tornata al suo molo. Dopo l’ictus che l’aveva colta al rientro (peraltro ben bagnato,…) dal Tullaincontro a Terni, domenica 27 luglio. Non so quanti fossero al corrente delle sue disavventure, ma comunque…fatto sta che all’altezza di Firenze, col buio in arrivo, dopo avvisaglie inquietanti di discontinue accensioni, la Petroliera si era spenta. Muta. Meno male che il buon Murry (Guzzista e meccanico Guzzologo) era dietro di me. Dopo qualche attimo di smarrimento, la vecchia si rianima e raggiungiamo gli altri all’area di (dis)servizio immediatamente all’inizio della salita per l’appennino. Non avevo alun sentimento di rabbia , solo il dispiacere per il ritardo che avrei causato agli altri. La fortuna ha voluto che stessi anche assieme a Tommy Motopesantista. 30 anni di v7 si vedono , diagnosi probabile: a massa il blocchetto accensione, che sulla vecchia è come ‘mbuto di rieduchescional ciannell…passa tutto di li. Grazie anche a Sebastiano che parcheggiato il suo stupendo T3 California, si è prodigato anche lui all’aiuto. Bruciandosi un po le mani, con una lampadina attaccata alla batteria col dito (che male…) Tommy fa un cavallotto bobina-batteria- uscita blocchetto. Il Murry vede che Tommy ha il controllo della situazione e dirige l’operato di tutti e in buon ordine si rimette anche lui…col sudore e la fretta (ormai il buio ci ha colti, il tempo passa inesorabile e siamo ancora a centinaia di km dalla prima base , non dico addirittura casa…ma almeno dal primo ricovero disponibile…almeno per me…). Quando la signora si è riaccesa, Tommy mi ha detto”ingrana e parti. E non fermarti mai”. Detto fatto. Unico rammarico, non aver visto le facce dei giappisti presenti sulla scena, che già assaporavano l’arrivo del rimorchiatore…..Prima , seconda, terza ed esco  a tuono dall’area…è la vendetta della Petroliera, la riscossa…non so come, passo al buio e col cuore in gola gli appennini. A Sasso Marconi mi raggiungono anche Murry, Katia col V11VL e Tommy. Seba ha virato con la passeggera Karen verso La Spezia… Decisione rapida: ormai è inutile, raggiungo casa di Murry e lascio in buone mani la nave….arriviamo distrutti che ormai sono mezzanotte e mezza,. Doccia e a letto….domani si vedrà. Nonostante la stanchezza, l’amarezza e la paura per le condizioni del vascello non mi aiutano a prendere sonno. Il giorno dopo, chiamo l’ufficio e chiarisco la situazione. Nessun problema. Murry mi accompagna alla stazione a Ferrara. Tre treni e quattro ore dopo, sono a casa. Da li lo stillicidio di notizie che il Murry e lo Sceriffo, il suo amico elettrauto (guzzista, ovvio) mi davano. A parte le ferie da passeggero (ma la settimana al Summer Jamboree è stata fantastica comunque, merito della comunità Guzzista varia e variegata, Alcolic° Team compreso…) , devo dire solo un grande grazie per l’impegno solerte ( e fuori orario di lavoro, e sotto ferie agostane..) che i due hanno messo nel capire cosa fosse successo. Vi risparmio l’elenco dei guai trovati. Dico solo l’amarezza di scoprire che la Petroliera è andata in avaria non per cause “naturali” di vetustà, ma per intreventi pressapochisti precedenti o mancato impegno nell’indagare i sintomi chi peraltro avevo ben indicato. La fiducia. Questa si che ne è uscita scossa. Certo, i danni risalgono all’improvvido (peraltro meccanico ufficiale) cialtrone che due anni fa ormai combinò il patatrac..certo è che peregrinare di luogo in luogo per risolvere tali danni e poi ritrovarsi così…ma non tutti i mali vengono per nuocere. Venerdì, grazie all’aiuto di Cin Cin, la nave è tornata in porto la notte di venerdì 29 agosto scorso, e ora sto facendo gli ultimi aggiustamenti e rimessaggi, sotto le istruzioni precise del Murry….gliel’avessi portata prima…. ora siamo pronti. A rinascere dalle nostre ceneri, come l’Araba Fenice. Ogni volta più forti, con più esperienza. Con più determinazione di prima. Del resto, aveva ragione Navy quando citava E. L. Masters : “la nave in porto è sicura, ma non è per quello che è stata costruita”.

 

P.S. : a parte l’insufficiente impegno di alcuni, la sfiga di altri (vedi Farinazzo) impossibilitati ad andare avanti nell’indagare i guai della vecchia, il danno di due anni fa (compreso lo sbiellaggio del motore appena rifatto) lo devo a Max di Maximotor, concessionario ufficiale (forse ora non più…) Moto Guzzi in via Iglesias, a Milano.

Così sapete, tanto per esser chiari…. vi venisse mai l’idea di provare…..


OGNI MOTO HA UN SUO NOME

⊆ 30 Agosto 2008 - Autore: Hannus | ˜ Rispondi!

Che non è quello del relativo modello, ovviamente.

La mia Breva 750 ad esempio si chiama Gilda la Vipera. Conosco altre moto che si chiamano Bart, Black Belly, Eudora Wanda.

eeeeeeeeeeeeeee………………….

voi come lo chiamereste un Griso nero?


I bisogni primari

⊆ 11 Agosto 2008 - Autore: AlphaGamma | ˜ Rispondi!

Basta con queste pubblicità melense sulle Moto Guzzi!

Inauguriamo un nuovo genere, molto più vicino ai bisogni e le necessità del guzzista medio.

I bisogni primari.


Notte prima della partenza

⊆ 8 Agosto 2008 - Autore: Navy | ˜ Rispondi!

Il Ten è nel bicchiere, regalo residuo del passaggio da Milano di mio zio. A detta sua il miglior gin in commercio. Non male. Peccato solo che sia caldo.
Sento i rumori provenire dalla strada, un’harley, qualche scooter, macchine, una giapponese che sento arrivare dalla via principale.
I bagagli sono pronti ed invadono il poco spazio disponibile rimasto in casa. Il gilet, che avevo deciso di non portare, è appeso al pomello della porta per non dimenticarlo. E’ strano quanto sia diventata importante quella toppa nell’ultimo periodo.

Che strani pensieri frullano in testa la notte prima di una partenza.
I luoghi da vedere, le tappe di massima scarabocchiate su un foglietto, i chilometri da fare… tanti chilometri da fare per essere la mia prima volta.
E la solitudine. Sì, anche col passeggero. Anche con l’interfono. Non vedo l’ora di godermi quella solitudine che solo una marea di strada e l’intimità del casco integrale riescono a dare. Chiudi la visiera e sei solo. Tu, la moto e la strada… ed i tuoi pensieri per colonna sonora.
Gran discorsi dentro quel casco. Se solo l’imbottitura potesse parlare ne avrebbe di storie da raccontare.
Mi sono ripromesso di riflettere sulle parole dette da un Amico in questi ultimi giorni.
Chissà cosa mi risponderò. Chissà se mi risponderò o se i pensieri fuggiranno via aprendo la visiera. E chissà, ancora, se al ritorno saranno gli stessi pensieri o altri. Se sarò ancora l’io degli ultimi 34 anni o una persona diversa. Benemaledette zone d’ombra!

Mi sembra strana l’idea di percorrere strada per trovare un strada. O forse è normale ed è il Ten a farla apparire bizzarra. In ogni caso oggi me la godo così, poi si vedrà.

Chiudo citando un pezzo di canzone in cui mi rivedo parecchio, spero che l’autore non me ne voglia, nel caso è autorizzato a cancellare.

“Sono triste nel senso di stronzo
cioè sono stronzo perchè sono triste” [D.W.A.]

Lampeggi
Armando (Navy) Liggeri