Ciucciami il Cardano

Le fasce dei collettori sanno di biscotti

In queste due settimane io e Navyci siamo dedicati a fare i “finti meccanici”, come qualcuna ci ha definiti. Abbiamo fasciato i collettori del Florida di Navy, Domenica scorsda. Mentre questo Sabato li abbiamo smontati e verniciate con la vernice 600° nera.
Pare proprio che le fasce funzionino bene, infatti la moto si scalda molto più in fretta e spande intorno a se un delicato odore di biscotti appenafatti, trasformando la moto in una biscottiera su ruote. Effettivamente non ci aspettavamo questo risvolto “profumato” della cosa, ma in fondo non è male, fa venire un pò fame mentre si lavora sulla moto.
Ora la fase “fasciature dei collettori ” per la preparazione della Special Tempesta è finita. Vediamo settimana prossima in quale improbabile mpresa ci lanceremo. Magari cambiando il manubrio scopriamo che il liquido dei freni sa di crudo e bresaola.
Preparerò del pane.

One Response to “Le fasce dei collettori sanno di biscotti”

  1. Phantom Says:

    ebbravi i nostri apprendisti stregoni, che hanno iniziato a mettere (iniziato? perchè , hanno iniziato? E quando?Ma da buoni Guzzisti, non si inizia subito, dal primo giorno a mettere le mani adosso alla Motina???) alla frusta le capacità di sopportazione di tempesta, come di ogni altra Guzzi….
    Inquietante…. se le fasce scarichi sanno di biscotti, dobbiamo dunque a presto aspettarci la rubrica ‘Guzzi in Cucina - il gourmet del biker perfetto’ ????
    E ben sapete che nel nostro mondo saperne di buona cucina e buon bere è perlomeno necessario almeno quanto saper rispondere ai quesiti che la nostra amata moto può porci a trabochetto, in qualsiasi istante e in qualsiasi luogo…
    Per essere dei guzzisti completi occorre anche sapere che chi è già nell’Olimpo dei Sacerdoti Divinatori del culto Bicilindrico spesso è anche un guru nell’arte di deliziar palati…
    ad esempio, il buon Bruno Scola è anche noto per la sua inventiva ed applicazione poliedrica alla cucina: il suo famoso “coniglio KS” ha stregato intere generazioni di centauri, già ammaliati dalla parlantina del Nostro eroe in officina, dalla voce del loro Guzzi dopo l’imposiziona sacra delle mani, per concludersi alla tavla del Guru…
    Ma voglio essere magnanimo, e mettervi a conoscenza di quanto finora vi siete persi…
    Tutto incomincia con un semplice e normale coniglio, già sappiamo che di quelli contadini , veraci come può averne il nostro lagheè ce lo possiamo scordare. Ma ci arrangeremo. Dicevamo, un coniglio di media grandezza (ricetta per 4 persone o appena appena per 2 Guzzisti imbestialiti dalla fame dopo 6 passi svizzeri tra la pioggia e la nebbia, fate voi….), disossato, pulito e preparato lasciandolo macerare in vino bianco per almeno 3/4 ore. Una casseruola con coperchio , meglio se in inox e marchiata Moto Guzzi e con l’aquila..Si pongono aromi base (origano, un po di maggiorana, timo), un po d’olio , sale, e si fa rosolare il coniglio, quindi si fa raffreddare, si infila il coniglio su un’albero a camme KS, si aggiunge un po d’acqua , del rosmarino, se si vuole qualche funghetto, di quelli che crescono dietro al cambio tra l’airbox e la piattina batteria, dove solitamente MAI la mano del Guzzista arriva (anche perchè in genere non ci passa…) a giustiziar le morchie del tempo…quindi si lascia cuocere lentamente e che l’influsso benigno dell’albero del Nostro guru renda le carni più morbide e lievenmente piccanti. sevire con un buon inferno e magari della polenta taragna, che non guasta mai. In realtà, il nostro nella fase di cottura opera degli interventi, che giustamente devono rimaner segreti, come per ogni grande gourmet/meccanico Guzzi che si rispetti….a render particolare ed inconfondibile la mano dello Chef da Abbadia Lariana…
    Buon appetito…. e buon viaggio!

    Gnam…

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