Da Phantom - seconda
” Mentre lascio la sella bisognosa di qualche cura , mi asciugo le mani nere di grasso e rosse di tagli…. l’aquila mi guarda, seria, dal serbatoio…. è un attimo…la mente vola all’indietro…come in un film…..
Il mio primo viaggio estivo. Un raid coi ragazzi del Mandello Club
nel 2006 per andare al 25° del Guzzi club Danese…….acqua da
novembre pieno (ma di agosto) da milano fino a Hannover, le vacche nella nebbia sullo Splugenpass…..
il sole? In Danimarca, ovvio….
8 gradi scarsi in Olanda sulla grande diga foranea,
temporale enorme su Amsterdam, Liegi talmente scuro e piovoso da non vedere
a dieci metri, sulle Ardenne misto terribile vento-sole-pioggia, per non parlare del raduno Guzzi di Lommel (altro 25ennale….). Il tutto con la sella vecchia di 30 anni, le gomme Pirelli Phantom, la forcella che andava a pacco a ogni starnuto, lo spinterogeno che rilasciava un fantastico areosol d’olio….al mio fianco il mio amico “Frank” Capra, con l’inseparabile Special del ‘71, afflitto da una fessurazione al cilindro sinistro, per cui oltre i 110kmh, altra bella dose di spray all’olio…
E non contento, due giorni dopo il rientro, fatta la lavatrice della roba sporca, sono andato in Calabria dai miei a passare al mare
gli ultimi giorni di ferie, ad asciugarmi le ossa….se fossi stato
a pezzi, non mi sarei mosso dal letto per almeno quattro giorni….. Ma potessi rifarlo, tornerei subito, anche con la vecchietta
stracarica e nelle medesime condizioni meccaniche…..è una cosa che non sai
esprimere, quando entrate in sintonia, tu ti addatti a lei, ai suoi
regimi, capisci come le va la cambiata, oltre quale regime batte in testa.
E le partenze al mattino? Nonostante diluvi, fango, umido e
condense…cicchetto, starter, due giri di motorino, e le Lafranconi svegliano il camping.
Le “moderne”? Spesso zoppicanti a uno, con le centraline in ambascia finchè il bicilindrico non scaldava…..
Lo scorso anno bis, Collemberg, Frankfurt am Mein, Zentral Schweiz, Foresta Nera (che strade….) al raduno tradizionale con Anima Guzzista, con puntata a Strasburgo.
Lo ripeto, ma io la V7 l’ho presa che non avevo manco la patente da moto. E prima non ho mai portato niente con le marce, nemmeno i motorini mono (provati di nascosto dai miei).
E’ qualcosa di unico. Ho provato anche moto più moderne, per
carità, non c’è paragone sotto molti aspetti….ma il gusto è arrivarci col bisonte…..e spesso, non essere neppura così stanco……
Perchè vivere coi mezzi d’epoca non è un vezzo, è un’attitudine.
Eccola. L’unica cosa mai in dubbio nella mia vita.
Vusette for ever ! ”
