Ciucciami il Cardano

Diario di bordo

Venerdi.
Ore 16.50: saluto tutti in ufficio, esco, salgo sulla moto e parto.
16.55: sono già imbottigliato nel traffico milanese.
17.30: dopo 40 minuti di traffico sono finalmente a Melegnano. Il viaggio comincia.
18.10: varco il Po, con 20 minuti di ritardo rispetto alle promesse.
20.30: arrivo a Bologna, senza infamia e senza intoppi. Dicono che a Milano si è scatenato un temporale coi fiocchi. Bologna stasera è meravigliosa: poca afa, c’è spazio per una passeggiata in centro, non c’è casino sono partiti tutti.
Alle 23, dopo 5 minuti di Shrek 2, mi addormento.

Sabato.
Ore 6.20, mi alzo, fa troppo caldo.
6.40: sono già in strada, ho deciso che farò colazione in autogrill.
7.40: esco finalmente a cesena, dopo un’oretta di traffico iperintenso in mezzo a migliaia di padani stressati al primo giorno di ferie. Clacson camion, urla. Presto c’è da andare in vacanza.
7.45: sono sulla bellissima Cesena-Roma, superstrada panoramica poco trafficata che attraversa l’appennino romagnolo. Finalmente mi sento davvero in ferie: rallento il ritmo e mi godo le colline verdissime. So che in Sicilia non ci saranno. :)
9.00: strada interrotta. Occorre proseguire sulla statale. Ne approfitto per pulire un po’ i lati delle gomme su una statale assolutamente interessante.
9.40: al fare benzina faccio il primo controllo consumi. La moto ha superato i 20km con un litro, nonostante traffico e deviazioni varie.
10.40: mi fermo a città di castello per una sosta. L’Umbria anche vista dalla superstrada è un posto meraviglioso. Altro che pianura padana: vigneti, ulivi, colline boscose. Questa è l’Italia.
12.00: esco a Terni, vado a trovare una amica a Poggio Mirteto, quindi faccio la statale interna della Sabina. La statale rivela sorprese: tutta tornanti sembra alpina, quando poi scende in valle il paesaggio si trasforma per diventare quello classico della campagna romana: pini mediterranei, colline morbidissime, sterrate, ecc.
13.15: dopo una bella passeggiata arrivo finalmente a pranzare dalla mia amica.
Si sosta a base di pasta alla carbonara e polletti! Non sono stanco, nonostante i 530km da Milano.

16.30: E’ ora di riprendere il viaggio. Risalgo sul Cali, e mi accorgo che non siamo in nord Italia. Qui il sole picchia di brutto. Inoltre ho fatto male i calcoli: sono a 40km da Roma Nord, devo sbrigarmi prima di arrivare col buio a Salerno.
17.15: riprendo l’autosole a Roma Nord. Tre corsie, zero traffico. Posso portare il Cali ad una media di 130 all’ora, ma alla fine è troppo faticoso, ho sempre il parabrezza piccolo.
19.00: Dopo 150km noiosi si entra in Campania. Se il Lazio è tutta pianura, la Campania è fatta di valli in mezzo a monti che sembrano altissimi, tutti rocciosi, con poca vegetazione e sembra molto più selvaggia e disabitata. Ma siamo in Campania: ho appena superato (in autostrada!) due in Vespa senza casco. :o
20.45: supero Caserta con sosta. Oggi sono già 600km. Si sentono, più sul polso che sul sedere, ma con un poco di ginnastica sono pronto a ripartire.
21.20: arrivo a Salerno. E’ una bolgia dantesca. Un traffico caotico e disordinato. Metto il “terron mode” a on e mi faccio una stradina pedonale per arrivare all’ostello, situato nel centro storico della città.
21.30: scopro all’ostello che c’erano le telecamere. :( Ma sono stato fortunato: la stradina pedonale non era pedonale, era contromano, quindi non c’erano telecamere installate. Quando si dice che il crimine paga…
21.45: questa è terra di pizza signori. Una cosa da paura.
22.00: stasera c’è un’afa furiosa, se si tiene aperta la finestra arrivano gli schiamazzi. Non si può dormire.

Domenica.
05.00: ho capito, mi alzo. Piuttosto che stare a rigirarmi nel letto, parto.
05.30: Dopo essermi perso un paio di volte, imbocco la strada clou di questo viaggio: la salerno reggio calabria. Di questa tutti mi hanno detto peste e corna. Cantieri, nebbia, code interminabili, famiglie disperse in burroni nella sila, interruzioni dell’autostrada.
06.00: sosta caffè all’alba. Non mi sembra troppo male questa strada: tre corsie per senso di marcia, solo un paio di cantieri ma niente di trascendentale. C’è traffico, ma non eccessivo. Meraviglioso vedere la varia umanità all’autogrill: gente che si scavalla le code, persone che con un caffè segnato sullo scontrino ordina 4 cappuccini e cornetti, un caos totale dove i commessi intravedono solo una lunghissima giornata da incubo.
06.15: la strada è davvero spettacolare, la Campania meridionale è un susseguirsi di piccole valli e di montagne scoscese, con un paesaggio sempre diverso. E la strada è ben asfaltata e con curve per nulla pericolose.
07.00: ora la penso molto diversamente. Sono entrato in una valle lunga e stretta, altitudine circa 1000 metri, c’è una nebbia da far spavento e un freddo tipico di gennaio, in effetti la nebbia è brina, e noto che si formano cristalli di ghiaccio sul parabrezza. Ma questo è il meno: la salerno reggio calabria si interrompe, ora occorre proseguire su quello che eufemisticamente è chiamato “percorso alternativo” (alternativo a cosa?): la statale 19 delle Calabrie!
08.20: dopo un’oretta abbondante di coda, un paio di passi appenninici (ora sono in Basilicata), bestemmie in tre lingue, ed una strada larga appena per due auto, l’ANAS si degna di farci rientrare in autostrada. Dopo una decina di km di birilli si degna pure di regalarci due corsie per senso di marcia. Sono passate 3 ore ed ho fatto 150km. Mentalmente faccio il conto che forse ci arrivo per cena, in Sicilia.
08.45: la temperatura torna decente, mentre si sale sul passo del Pollino e si arriva in Calabria.
Non c’è bisogno di andare in America per trovarsi nel far west: paesaggi semidesertici, non un paese per decine di chilometri. Ora capisco perchè si dice che se qua esci di strada ti ritrovano dopo un mese. Unica cosa meravigliosa è un viadotto sotto il quale c’è un fiume di nuvole cosicchè sembra sospeso nel vuoto.
09.40: ho superato Cosenza, la salerno reggio calabria a parte il tratto campano è proprio bella. Ho recuperato molto ed ormai sono sicuro di pranzarci in Sicilia.
12.00: a mezzogiorno spaccato sono qua, ad aspettare il traghetto della Caronte. Il viaggio è finito. Gli ultimi 100km, da Vibo, in realtà sono stati quasi tutti su una sola corsia, e quindi il giudizio finale che do della Salerno Reggio Calabria è abbastanza neutro. Se si vuol fare, si fa. Ma certamente è più comodo scendere in Sicilia in traghetto.
13.00: arrivo finalmente. Il contachilometri segna 1401km totali. Ora posso finalmente scorazzare in Sicilia in moto armato di ciabatte e costume, mentre mi mangio il primo arancino!!! :)

Il California EV si è comportato benissimo. E’ una moto eccezionale, perchè alla fine del viaggio è vero che sono un po’ incriccato ma molto dipende dal fatto che ho dormito 3 ore. Non c’è proprio paragone rispetto alla Stone.

Un merito particolare va poi dato agli ammortizzatori che ho su ora (ma non faccio pubblicità!!!): rispetto agli originali permettono sia di subire meno buche e dossi (per la maggior scorrevolezza dell’ammortizzatore) sia di dare stabilità di guida senza ondeggiamenti (per la maggiore rigidità del sistema) specie nelle curve veloci. La schiena risente molto poco dell’affaticamento, e su 1400km questa cosa è molto importante.

No Responses to “Diario di bordo”

  1. Hannus Says:

    secondo me ha preso appunti col registratore vocale e poi s’è messo a sbobinare.

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