Dai Nebrodi alla Carinzia
Su queste pagine un mesetto fa avevo raccontato della mia discesa in moto in Sicilia. Quella che allora mi era sembrata una impresa, si è rivelata soltanto la parte iniziale della mia vacanza in moto. Non lo ritenevo pensabile, ma alla fine ho fatto 5400 km, tra Sicilia, rientro al nord, ed una settimana a nord-est, in Friuli, Austria e Slovenia.
Eppure quel mostro divoratore d’asfalto che è la California ci è riuscita, certo con qualche problemino di messa a punto, ma niente di grave e che poteva essere risolto prima di partire.
Sono tanti i posti che abbiamo visitato, che diventa davvero difficile un resoconto dettagliato.
Così mi limito a raccontare solo qualche fotografia che ho ancora ben stampata in testa, prima che il tempo cominci ad offuscarle.
Il sole della Sicilia.
Ragusa Ibla, identica alle riprese del commissario Montalbano. Capo Calavà, dove ti fai il bagno davanti alle Eolie e sotto uno strapiombo sul mare. Capo Peloro, dove lo Stretto di Messina sembra un lago, perchè da tutte le parti vedi terra. Randazzo, dove ho mangiato una granita al pistacchio in una piazza di pietra lavica dell’Etna. E a proposito dell’Etna, la colata lavica ben visibile in piena notte dall’autostrada.
La bellezza dell’Italia peninsulare.
Il ragazzo all’autogrill di Sala Consilina: basso, pelato, tarchiato, canotta, catenazza, l’orecchino, tatuaggio occhiali da sole enormi, calzoncini ed infradito e non possiamo fare a meno di ridere guardandolo. Il centro di Salerno, fatto di viette piccolissime con cartelli agli angoli “buttate la spazzatura nei bidoni, non facciamoci vergognare”. Quel maledetto problema al filtro benzina che mi costringeva ad andare a 140 all’ora. La cortesia e la disponibilità dei ragazzi dell’officina dei Mascalzoni Campani, che sospendono tutto quel che fanno, per aiutarmi, e vogliono soltanto una stretta di mano come forma di pagamento. L’autostrada del sole, dove sotto Roma devi camminare in terza corsia a 110 all’ora. Mentre sopra Roma devi camminare in prima corsia alla stessa velocità, perchè tutti sembrano aver preso fretta. Quel parcheggio a Verghereto a togliere i faretti supplementari al buio perchè si era spezzata la staffa. Il centro di Bologna, dove di sera non c’è un’anima viva in giro e senti il rimbombo dei tuoi passi.
Infine, il nord-est.
La desolata piattezza della pianura veneta. E dall’altra parte quella friulana, sopra Udine, dove vedi le montagne sorgere altissime ed imponenti direttamente sopra la pianura, e sai che fra poco ti inghiottiranno in un abbraccio avvolgente. Il freddo della notte a Tarvisio, dopo aver sofferto i 40 all’ora della canicola siciliana. La ferrovia trasformata in pista ciclabile dove per un giorno abbiamo deciso di attraversare il confine in bici.
L’estero
La pioggia insistente sulla strada per Klagenfurt. Il California identico al mio, col proprietario che si ingozzava di birra e salsicce appena oltre il confine in Slovenia. Il mercatino di Klagenfurt pieno di ambulanti italiani che vendono il vino nelle bottiglie di plastica agli austriaci. La pioggia artificiale di Lubiana e il laghetto di Bled e quello di Kraniska Gora. Il LIDL in Austria, dove vendono la pasta cotta in scatola, cento tipi di cioccolata ed hanno una tale ossessione per la pizza italiana da venderne più tipi che in Italia.
Il rientro.
I motociclisti della domenica, alla diga del Vajont, mi chiedono se il cavalletto del California è di serie ed io rispondo noncurante “E’ tutta di serie”. La tristezza anzi la vacuità della pianura lombarda al tramonto e poi la città di Milano, puzzolente e vuota.
Ora il mio mostro di ferro è la sul marciapiede, pronto a ripartire per nuove mete. Ma io sono qui dentro un ufficio, e approfitto di qualche pausa per raccontare questa esperienza.
No, non è malinconia questa, ma solo desiderio di correre ancora.
Settembre 11th, 2008 at 2:36 pm
Bel “giretto” davvero.
però… ad essere sincero … ai miei tempi [img]http://www.alcidex.net/vario/smiley/smily_rk01_084.gif[/img] lo facevo col 125 benelli “2c sport”
ok, non è vero, il mio benelli era troppo difficile da accendere… uff…