Ciucciami il Cardano

Reparto Esperienze Fermentati Male - Regola #2

⊆ 12 Settembre 2008 - Autore: Navy | ˜ Rispondi!

Dopo aver festeggiato i 30 anni di Koso e del suo lemans ed il nuovo griso di Hannus, il tasso alcolico (no, non è parente del tasso zero!) suggerisce una domanda alle menti malate dei nostri irriducibili.

la domanda:
“Ma un Niconiglio può avere altre utilità a parte quella di consumare le scorte mondiali di limoncello?”

la risposta:


Dai Nebrodi alla Carinzia

⊆ 11 Settembre 2008 - Autore: AlphaGamma | ˜ Rispondi!

Su queste pagine un mesetto fa avevo raccontato della mia discesa in moto in Sicilia. Quella che allora mi era sembrata una impresa, si è rivelata soltanto la parte iniziale della mia vacanza in moto. Non lo ritenevo pensabile, ma alla fine ho fatto 5400 km, tra Sicilia, rientro al nord, ed una settimana a nord-est, in Friuli, Austria e Slovenia.

Eppure quel mostro divoratore d’asfalto che è la California ci è riuscita, certo con qualche problemino di messa a punto, ma niente di grave e che poteva essere risolto prima di partire.

Sono tanti i posti che abbiamo visitato, che diventa davvero difficile un resoconto dettagliato.

Così mi limito a raccontare solo qualche fotografia che ho ancora ben stampata in testa, prima che il tempo cominci ad offuscarle.

Il sole della Sicilia.
Ragusa Ibla, identica alle riprese del commissario Montalbano. Capo Calavà, dove ti fai il bagno davanti alle Eolie e sotto uno strapiombo sul mare. Capo Peloro, dove lo Stretto di Messina sembra un lago, perchè da tutte le parti vedi terra. Randazzo, dove ho mangiato una granita al pistacchio in una piazza di pietra lavica dell’Etna. E a proposito dell’Etna, la colata lavica ben visibile in piena notte dall’autostrada.

La bellezza dell’Italia peninsulare.
Il ragazzo all’autogrill di Sala Consilina: basso, pelato, tarchiato, canotta, catenazza, l’orecchino, tatuaggio occhiali da sole enormi, calzoncini ed infradito e non possiamo fare a meno di ridere guardandolo. Il centro di Salerno, fatto di viette piccolissime con cartelli agli angoli “buttate la spazzatura nei bidoni, non facciamoci vergognare”. Quel maledetto problema al filtro benzina che mi costringeva ad andare a 140 all’ora. La cortesia e la disponibilità dei ragazzi dell’officina dei Mascalzoni Campani, che sospendono tutto quel che fanno, per aiutarmi, e vogliono soltanto una stretta di mano come forma di pagamento. L’autostrada del sole, dove sotto Roma devi camminare in terza corsia a 110 all’ora. Mentre sopra Roma devi camminare in prima corsia alla stessa velocità, perchè tutti sembrano aver preso fretta. Quel parcheggio a Verghereto a togliere i faretti supplementari al buio perchè si era spezzata la staffa. Il centro di Bologna, dove di sera non c’è un’anima viva in giro e senti il rimbombo dei tuoi passi.

Infine, il nord-est.
La desolata piattezza della pianura veneta. E dall’altra parte quella friulana, sopra Udine, dove vedi le montagne sorgere altissime ed imponenti direttamente sopra la pianura, e sai che fra poco ti inghiottiranno in un abbraccio avvolgente. Il freddo della notte a Tarvisio, dopo aver sofferto i 40 all’ora della canicola siciliana. La ferrovia trasformata in pista ciclabile dove per un giorno abbiamo deciso di attraversare il confine in bici.

L’estero
La pioggia insistente sulla strada per Klagenfurt. Il California identico al mio, col proprietario che si ingozzava di birra e salsicce appena oltre il confine in Slovenia. Il mercatino di Klagenfurt pieno di ambulanti italiani che vendono il vino nelle bottiglie di plastica agli austriaci. La pioggia artificiale di Lubiana e il laghetto di Bled e quello di Kraniska Gora. Il LIDL in Austria, dove vendono la pasta cotta in scatola, cento tipi di cioccolata ed hanno una tale ossessione per la pizza italiana da venderne più tipi che in Italia.

Il rientro.
I motociclisti della domenica, alla diga del Vajont, mi chiedono se il cavalletto del California è di serie ed io rispondo noncurante “E’ tutta di serie”. La tristezza anzi la vacuità della pianura lombarda al tramonto e poi la città di Milano, puzzolente e vuota.

Ora il mio mostro di ferro è la sul marciapiede, pronto a ripartire per nuove mete. Ma io sono qui dentro un ufficio, e approfitto di qualche pausa per raccontare questa esperienza.

No, non è malinconia questa, ma solo desiderio di correre ancora.


CLOROCONIGLI Comics

⊆ 2 Settembre 2008 - Autore: Hannus | ˜ Rispondi!

Per chi a Senigallia c’era, ma anche per chi non c’era.

Per chi ha preso parte alla “festa privata” dell’Umberto e ha fatto parte della squadra degli Scoiattoli.

Per Russo (quello che porta er tassì) e per Limonico sbrandatore, trattorista notturno e spillatore abusivo di pinte.

Per chi faceva tanta pupù e veniva incoronato “telefonista dell’estate”.

Per le nane paccare e per chi poteva anche morire in pace, facendo parte della categoria “B.M.I.”.

Per i bancali di lavandini, per le celle frigorifero in stile obitorio, per le melanzane al cloro, per i bottiglioni di vino che pareva dialisi, per le mattonelle di lasagne e, soprattutto, per loro…

… i famigerati conigli dalle quattordici teste.

Grazie alla matita di Vispa, ecco il resoconto…

Dopo un lungo viaggio autostradale, la tanto attesa uscita SENIGALLIA. Pochi km e l’arrivo alla frazione Vallone, feudo dell’Umberto.

La cui dimora svetta in cima a una collina.

Affamati e pronti a sbranare qualsiasi cosa, sgraniamo gli occhi quando l’Umberto ci chiede se ci piacciano lasagne e coniglio al forno (avanzi del pranzo di ferragosto).

Peccato però che si debba attendere il giorno successivo, dato che lì per lì, inspiegabilmente, pare non sia possibile riscaldare il cibo. Ok, ripieghiamo su una piadina e attendiamo fiduciosi il giorno successivo, quando finalmente sul tavolo dell’AGRITURIST VILLA BENEDETTA - FESTA PRIVATA compaiono mattonelle di lasagne farcite di coniglio, teglie di conigli multicefali e bottiglioni di dialisi.

E’ allora che l’Umberto ci rivela il suo segreto: annaffiando gli alberi col cloro della piscina, miracolosamente è riuscito a selezionare una razza geneticamente modificata: il cloroconiglio dalle 14 teste, in grado di germogliare spontaneamente dagli alberi.

Commosso dal racconto e provato dai ripetuti bis di primo e secondo, Phantom posa una mano sul ventre ed annuncia di dover “risolvere alcuni problemi di logistica interna”.

Nel frattempo, dopo aver servito caffe e ammazzacaffè a base di montenegro con moscerini, l’Umberto inizia a sparecchiare, gettando gli avanzi in un secchio che si scoprirà poi servire ad alimentare altri cloroconigli:

La sera tutti al SUMMER JAMBOREE e, seguendo il suggerimento di Checca la nana paccara, si va a mangiare a un baracchino specializzato in cucina texmex. Dove, per ragioni insondabili, vengono servite patatine (le “pampagnine” fritte) a tutti tranne che a noi. Sicuramente c’è sfuggito il cartello “NON SERVIAMO PAMPAGNINE A MEMBRI DELL’ALCOLIC° GUZZI TEAM”; fatto sta che Nico, dopo breve negoziazione, riesce a tramutare le pampagnine in pinte di birra.

Eh già, il buon Nico. L’inesauribile Nico. Che, quando a notte fonda si sente dire da Vispa, Leva, Phantom ed Hannus “siamo un pò stanchini, andiamo a nanna”, decide di restare in giro ancora un pò. Per bere un limoncello e poi andare a dormire dalla Checca. Povero Nico: le nane paccare a volte giocano brutti scherzi, tipo quello di non farsi più trovare lasciandoti fuori casa. E così il Nico, limoncello dopo limoncello, si fa tutti i locali del lungomare per poi crollare, esausto, su un lettino in spiaggia.

Cosa accadde esattamente quella notte nessuno può dirlo: lui giura di non ricordare nulla. La sera successiva però, capitando casualmente in una pizzeria qualche km più distante, il gayo titolare accoglie Nico con sorrisi, strizzatine d’occhio e bottiglie di limoncello.

La mattina dopo (anticipato da un augurio di morte serena via sms) il Nico, piuttosto provato, si presenta agli amici:

I quali, inteneriti, decidono di portarlo con loro nella Clorocolonia dei Cloroconigli - FESTA PRIVATA - e di farlo entrare nella squadra degli Scoiattoli.

Subito si pone il problema: dove piazzare il nuovo venuto?

In una delle tante celle frigorifero dove Umberto - lo squartatore di cloroconigli - nascondeva le sue vittime?

No. Troppo splatter.

Lasciarlo vagare tra gli stanzoni, pur sapendo che Leva aveva sentito strani versi nella notte e visto cloroconigli spuntare dalle pareti?

Nemmeno. Troppo inquietante.

Non vedendo alternative migliori, gli Scoiattoli decidono così di accogliere Nico nella propria camerata. Ovviamente, solo dopo avergli fatto giurare di non produrre rumori ed odori molesti. Perchè gli Scoiattoli son tutti personcine fini, eccheccazzo!

A farne le spese, il povero Phantom (sbrandato nel pieno della notte) e il trattore dell’ Umberto (incautamente lasciato con le chiavi nel cruscotto).

Al risveglio Vispa, Leva, Nico e Hannus decidono di passare una giornata al Conero. Sole, mare e pranzetto in un ristorantino, dove per trovare posto ed  arruffianarsi i gestori, i nostri si spacciano per conoscenti di tale Sig. Russo. “Ah, sì: lo conoscemo…quello che porta er tassì!”

Ovviamente, nonostante la calura estiva, il pranzo viene abbondamente annaffiato di vino e l’Alcolic° Guzzi Team comincia a diventare molesto. Attorno al tramonto, quando  ormai  i ristoratori cominciano a temere di non potersi mai più liberare dei quattro, è l’Ergononico a trattare una buonuscita. A base di Limoncello, of course.

TO BE CONTINUED…


Si torna a navigare…

⊆ 1 Settembre 2008 - Autore: Phantom | ˜ Rispondi!

 

Diario del Capitano, baia di Sixt St. John’s, 1 settembre 2008.

Eudora Wanda è tornata al suo molo. Dopo l’ictus che l’aveva colta al rientro (peraltro ben bagnato,…) dal Tullaincontro a Terni, domenica 27 luglio. Non so quanti fossero al corrente delle sue disavventure, ma comunque…fatto sta che all’altezza di Firenze, col buio in arrivo, dopo avvisaglie inquietanti di discontinue accensioni, la Petroliera si era spenta. Muta. Meno male che il buon Murry (Guzzista e meccanico Guzzologo) era dietro di me. Dopo qualche attimo di smarrimento, la vecchia si rianima e raggiungiamo gli altri all’area di (dis)servizio immediatamente all’inizio della salita per l’appennino. Non avevo alun sentimento di rabbia , solo il dispiacere per il ritardo che avrei causato agli altri. La fortuna ha voluto che stessi anche assieme a Tommy Motopesantista. 30 anni di v7 si vedono , diagnosi probabile: a massa il blocchetto accensione, che sulla vecchia è come ‘mbuto di rieduchescional ciannell…passa tutto di li. Grazie anche a Sebastiano che parcheggiato il suo stupendo T3 California, si è prodigato anche lui all’aiuto. Bruciandosi un po le mani, con una lampadina attaccata alla batteria col dito (che male…) Tommy fa un cavallotto bobina-batteria- uscita blocchetto. Il Murry vede che Tommy ha il controllo della situazione e dirige l’operato di tutti e in buon ordine si rimette anche lui…col sudore e la fretta (ormai il buio ci ha colti, il tempo passa inesorabile e siamo ancora a centinaia di km dalla prima base , non dico addirittura casa…ma almeno dal primo ricovero disponibile…almeno per me…). Quando la signora si è riaccesa, Tommy mi ha detto”ingrana e parti. E non fermarti mai”. Detto fatto. Unico rammarico, non aver visto le facce dei giappisti presenti sulla scena, che già assaporavano l’arrivo del rimorchiatore…..Prima , seconda, terza ed esco  a tuono dall’area…è la vendetta della Petroliera, la riscossa…non so come, passo al buio e col cuore in gola gli appennini. A Sasso Marconi mi raggiungono anche Murry, Katia col V11VL e Tommy. Seba ha virato con la passeggera Karen verso La Spezia… Decisione rapida: ormai è inutile, raggiungo casa di Murry e lascio in buone mani la nave….arriviamo distrutti che ormai sono mezzanotte e mezza,. Doccia e a letto….domani si vedrà. Nonostante la stanchezza, l’amarezza e la paura per le condizioni del vascello non mi aiutano a prendere sonno. Il giorno dopo, chiamo l’ufficio e chiarisco la situazione. Nessun problema. Murry mi accompagna alla stazione a Ferrara. Tre treni e quattro ore dopo, sono a casa. Da li lo stillicidio di notizie che il Murry e lo Sceriffo, il suo amico elettrauto (guzzista, ovvio) mi davano. A parte le ferie da passeggero (ma la settimana al Summer Jamboree è stata fantastica comunque, merito della comunità Guzzista varia e variegata, Alcolic° Team compreso…) , devo dire solo un grande grazie per l’impegno solerte ( e fuori orario di lavoro, e sotto ferie agostane..) che i due hanno messo nel capire cosa fosse successo. Vi risparmio l’elenco dei guai trovati. Dico solo l’amarezza di scoprire che la Petroliera è andata in avaria non per cause “naturali” di vetustà, ma per intreventi pressapochisti precedenti o mancato impegno nell’indagare i sintomi chi peraltro avevo ben indicato. La fiducia. Questa si che ne è uscita scossa. Certo, i danni risalgono all’improvvido (peraltro meccanico ufficiale) cialtrone che due anni fa ormai combinò il patatrac..certo è che peregrinare di luogo in luogo per risolvere tali danni e poi ritrovarsi così…ma non tutti i mali vengono per nuocere. Venerdì, grazie all’aiuto di Cin Cin, la nave è tornata in porto la notte di venerdì 29 agosto scorso, e ora sto facendo gli ultimi aggiustamenti e rimessaggi, sotto le istruzioni precise del Murry….gliel’avessi portata prima…. ora siamo pronti. A rinascere dalle nostre ceneri, come l’Araba Fenice. Ogni volta più forti, con più esperienza. Con più determinazione di prima. Del resto, aveva ragione Navy quando citava E. L. Masters : “la nave in porto è sicura, ma non è per quello che è stata costruita”.

 

P.S. : a parte l’insufficiente impegno di alcuni, la sfiga di altri (vedi Farinazzo) impossibilitati ad andare avanti nell’indagare i guai della vecchia, il danno di due anni fa (compreso lo sbiellaggio del motore appena rifatto) lo devo a Max di Maximotor, concessionario ufficiale (forse ora non più…) Moto Guzzi in via Iglesias, a Milano.

Così sapete, tanto per esser chiari…. vi venisse mai l’idea di provare…..


OGNI MOTO HA UN SUO NOME

⊆ 30 Agosto 2008 - Autore: Hannus | ˜ Rispondi!

Che non è quello del relativo modello, ovviamente.

La mia Breva 750 ad esempio si chiama Gilda la Vipera. Conosco altre moto che si chiamano Bart, Black Belly, Eudora Wanda.

eeeeeeeeeeeeeee………………….

voi come lo chiamereste un Griso nero?