Per chi a Senigallia c’era, ma anche per chi non c’era.
Per chi ha preso parte alla “festa privata” dell’Umberto e ha fatto parte della squadra degli Scoiattoli.
Per Russo (quello che porta er tassì) e per Limonico sbrandatore, trattorista notturno e spillatore abusivo di pinte.
Per chi faceva tanta pupù e veniva incoronato “telefonista dell’estate”.
Per le nane paccare e per chi poteva anche morire in pace, facendo parte della categoria “B.M.I.”.
Per i bancali di lavandini, per le celle frigorifero in stile obitorio, per le melanzane al cloro, per i bottiglioni di vino che pareva dialisi, per le mattonelle di lasagne e, soprattutto, per loro…
… i famigerati conigli dalle quattordici teste.

Grazie alla matita di Vispa, ecco il resoconto…
Dopo un lungo viaggio autostradale, la tanto attesa uscita SENIGALLIA. Pochi km e l’arrivo alla frazione Vallone, feudo dell’Umberto.
La cui dimora svetta in cima a una collina.

Affamati e pronti a sbranare qualsiasi cosa, sgraniamo gli occhi quando l’Umberto ci chiede se ci piacciano lasagne e coniglio al forno (avanzi del pranzo di ferragosto).
Peccato però che si debba attendere il giorno successivo, dato che lì per lì, inspiegabilmente, pare non sia possibile riscaldare il cibo. Ok, ripieghiamo su una piadina e attendiamo fiduciosi il giorno successivo, quando finalmente sul tavolo dell’AGRITURIST VILLA BENEDETTA - FESTA PRIVATA compaiono mattonelle di lasagne farcite di coniglio, teglie di conigli multicefali e bottiglioni di dialisi.

E’ allora che l’Umberto ci rivela il suo segreto: annaffiando gli alberi col cloro della piscina, miracolosamente è riuscito a selezionare una razza geneticamente modificata: il cloroconiglio dalle 14 teste, in grado di germogliare spontaneamente dagli alberi.

Commosso dal racconto e provato dai ripetuti bis di primo e secondo, Phantom posa una mano sul ventre ed annuncia di dover “risolvere alcuni problemi di logistica interna”.

Nel frattempo, dopo aver servito caffe e ammazzacaffè a base di montenegro con moscerini, l’Umberto inizia a sparecchiare, gettando gli avanzi in un secchio che si scoprirà poi servire ad alimentare altri cloroconigli:

La sera tutti al SUMMER JAMBOREE e, seguendo il suggerimento di Checca la nana paccara, si va a mangiare a un baracchino specializzato in cucina texmex. Dove, per ragioni insondabili, vengono servite patatine (le “pampagnine” fritte) a tutti tranne che a noi. Sicuramente c’è sfuggito il cartello “NON SERVIAMO PAMPAGNINE A MEMBRI DELL’ALCOLIC° GUZZI TEAM”; fatto sta che Nico, dopo breve negoziazione, riesce a tramutare le pampagnine in pinte di birra.

Eh già, il buon Nico. L’inesauribile Nico. Che, quando a notte fonda si sente dire da Vispa, Leva, Phantom ed Hannus “siamo un pò stanchini, andiamo a nanna”, decide di restare in giro ancora un pò. Per bere un limoncello e poi andare a dormire dalla Checca. Povero Nico: le nane paccare a volte giocano brutti scherzi, tipo quello di non farsi più trovare lasciandoti fuori casa. E così il Nico, limoncello dopo limoncello, si fa tutti i locali del lungomare per poi crollare, esausto, su un lettino in spiaggia.
Cosa accadde esattamente quella notte nessuno può dirlo: lui giura di non ricordare nulla. La sera successiva però, capitando casualmente in una pizzeria qualche km più distante, il gayo titolare accoglie Nico con sorrisi, strizzatine d’occhio e bottiglie di limoncello.

La mattina dopo (anticipato da un augurio di morte serena via sms) il Nico, piuttosto provato, si presenta agli amici:

I quali, inteneriti, decidono di portarlo con loro nella Clorocolonia dei Cloroconigli - FESTA PRIVATA - e di farlo entrare nella squadra degli Scoiattoli.
Subito si pone il problema: dove piazzare il nuovo venuto?
In una delle tante celle frigorifero dove Umberto - lo squartatore di cloroconigli - nascondeva le sue vittime?

No. Troppo splatter.
Lasciarlo vagare tra gli stanzoni, pur sapendo che Leva aveva sentito strani versi nella notte e visto cloroconigli spuntare dalle pareti?

Nemmeno. Troppo inquietante.
Non vedendo alternative migliori, gli Scoiattoli decidono così di accogliere Nico nella propria camerata. Ovviamente, solo dopo avergli fatto giurare di non produrre rumori ed odori molesti. Perchè gli Scoiattoli son tutti personcine fini, eccheccazzo!
A farne le spese, il povero Phantom (sbrandato nel pieno della notte) e il trattore dell’ Umberto (incautamente lasciato con le chiavi nel cruscotto).

Al risveglio Vispa, Leva, Nico e Hannus decidono di passare una giornata al Conero. Sole, mare e pranzetto in un ristorantino, dove per trovare posto ed arruffianarsi i gestori, i nostri si spacciano per conoscenti di tale Sig. Russo. “Ah, sì: lo conoscemo…quello che porta er tassì!”

Ovviamente, nonostante la calura estiva, il pranzo viene abbondamente annaffiato di vino e l’Alcolic° Guzzi Team comincia a diventare molesto. Attorno al tramonto, quando ormai i ristoratori cominciano a temere di non potersi mai più liberare dei quattro, è l’Ergononico a trattare una buonuscita. A base di Limoncello, of course.

TO BE CONTINUED…